I mobili Ondarreta portano sedie, sgabelli e tavoli in diversi luoghi condivisi. Alo e Silu offrono forme di sedia differenti; Iru e Punto si legano agli incontri; Moka e Tam appartengono a superfici più alte. Prima di scegliere un’unica famiglia per ogni stanza, osserva come le persone si incontrano e quanto restano. Una riunione con documenti richiede una posizione diversa da uno scambio rapido presso un bancone. Le sedie e i tavoli vanno valutati insieme, con spazio sufficiente per entrare e uscire.
Forma del tavolo per l’incontro
Iru e Punto possono sostenere conversazioni con disposizioni diverse. Conta la dimensione del gruppo, la presenza di computer e la posizione di chi parla. Un tavolo troppo grande in una stanza piccola rende difficile passare dietro le sedie. I mobili Ondarreta vanno messi in pianta con i posti occupati e leggermente arretrati. Controlla la base rispetto alle gambe dei partecipanti. La geometria più adatta è quella che permette a tutti di usare il piano e di guardarsi con naturalezza.
Sedie per il ritmo della sala
Alo e Silu vanno confrontate nella configurazione concreta e con il tavolo previsto. Una stanza usata per brevi conversazioni ha un ritmo diverso da una sala dove le persone rimangono a lungo. Valuta accesso al posto, modo di alzarsi e spazio per eventuali borse. I mobili Ondarreta possono offrire continuità visiva tra ambienti, ma la seduta deve seguire l’attività. Una sedia facilmente spostabile può essere utile in un locale che cambia spesso assetto, purché esista un luogo dove lasciarla tra gli incontri.
Posti alti con il piano corretto
Moka e Tam richiedono un rapporto adatto tra altezza del sedile e del bancone. Controlla dove i piedi possono poggiare e quanto spazio rimane per le gambe. Una zona alta può sostenere una conversazione breve, ma non sostituisce automaticamente un tavolo per lunghe riunioni. I mobili Ondarreta per questa postura vanno provati con la superficie reale. Lascia un accesso chiaro al posto e un percorso dietro gli sgabelli quando sono occupati. Anche la posizione degli sgabelli inutilizzati va prevista.
Piccoli tavoli per momenti informali
Un tavolino vicino a una lounge rende più utile una breve conversazione, purché sia raggiungibile da chi è seduto. Un piano troppo basso o distante può servire soltanto da elemento visivo. Valuta se le persone vi appoggiano tazze, telefoni o computer. I posti lounge e i mobili Ondarreta devono essere organizzati intorno a quel gesto. Lascia spazio per alzarsi e per chi si aggiunge al gruppo. Una zona informale non deve interrompere il percorso verso la sala riunioni.
Interno ed esterno separatamente
Alcune famiglie possono apparire adatte a contesti diversi, ma la versione scelta deve essere verificata per il luogo previsto. Non supporre che una finitura da interno possa essere usata all’esterno o viceversa. Controlla le informazioni specifiche del prodotto, l’esposizione e la manutenzione richiesta. I mobili Ondarreta mantengono una relazione di forme tra ambienti, ma l’uso concreto determina materiale e configurazione. Un passaggio tra interno ed esterno può essere visivamente coerente senza applicare gli stessi requisiti a ogni pezzo.
Una prova della zona condivisa può seguire due gruppi consecutivi. Il primo usa il tavolo con computer, il secondo si ferma vicino al bancone e alcuni colleghi parlano nella lounge. Dove si incrociano i percorsi? Uno sgabello arretrato può bloccare la via, mentre un tavolino troppo grande può rendere difficile entrare nel gruppo. Non tutte le attività devono svolgersi nello stesso punto. Una divisione chiara dello spazio può usare meno mobili e risultare più facile da comprendere. Materiali e colori possono collegare le zone dopo che le misure e le funzioni sono state risolte. Considera inoltre dove le sedie vengono lasciate tra due incontri. Una posizione chiara rende il locale più facile da riordinare.
I mobili Ondarreta sono più efficaci quando riunione, zona alta e lounge hanno superfici e sedute appropriate. Confronta i modelli nella stanza, controlla durata e percorsi e verifica la versione concreta per l’ambiente. Una composizione coerente offre posti diversi senza confonderne le funzioni.

